Commercio: settore in trasformazione tra resilienza e nuove sfide

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Rapporto “Il Commercio nelle province di Livorno e Grosseto: dati e tendenze 2010-2024”

Lo studio della Camera: in 15 anni meno imprese, ma più strutturate

Meno negozi fisici, più unità locali ed un boom del commercio elettronico. È questa, in estrema sintesi, la fotografia a tinte contrastanti scattata dal Centro Studi e Servizi della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno nel rapporto “Il Commercio nelle province di Livorno e Grosseto: dati e tendenze 2010-2024”, presentato il 6 febbraio nella sede di Livorno della CCIAA, con l’introduzione di Francesca Marcucci, componente della Giunta CCIAA Maremma e Tirreno per il settore Commercio e le conclusioni del presidente della Camera Riccardo Breda.

Lo studio, redatto da Federico Doretti responsabile Area Studi e Ricerche del Centro Studi e Servizi, ha analizzato un arco temporale di quindici anni, restituendo l’immagine di un comparto che, pur rimanendo la colonna portante dell’economia locale (insieme ai Servizi genera l’80% del Valore Aggiunto totale nelle province di Grosseto e Livorno), sta attraversando una profonda mutazione strutturale e mostra dinamiche non dissimili da quelle che si rilevano a livello italiano.

Il contesto nazionale. L'analisi parte da uno scenario nazionale caratterizzato da una domanda interna debole, influenzata dall'invecchiamento della popolazione e dall'incertezza economica. Dopo lo shock pandemico e la forte spinta inflattiva del biennio 2022-23, che ha gonfiato i valori delle vendite a scapito dei volumi effettivamente acquistati, il 2024 ha segnato un ritorno ad una "piatta normalità". In questo quadro, il commercio elettronico emerge come l'unica tipologia distributiva in vera e costante espansione (+70% dal 2017), mentre le vendite tradizionali faticano.

La demografia d'impresa locale. Nelle province di Livorno e Grosseto il tessuto imprenditoriale del Commercio ha subito una riduzione significativa: dal 2010 al 2024 si è perso quasi il 12% delle sedi d'impresa (circa 1.800 unità in meno). Il calo è stato più marcato per il commercio al dettaglio (-14,5%) e per l'ingrosso (-9,1%), mentre il comparto della riparazione veicoli ha mostrato una sostanziale tenuta. Nel 2024, la flessione annuale è stata del -2,0%, un dato negativo ma comunque migliore rispetto alla media regionale (-2,8%) e nazionale (-3,1%).

Maggiore resilienza e consolidamento strutturale. Nonostante la riduzione numerica, lo studio evidenzia un rafforzamento qualitativo di chi resta sul mercato. Il tasso di sopravvivenza a 5 anni delle imprese è cresciuto velocemente dal 2021, superando i livelli pre-pandemia: le aziende sono meno, ma più longeve. Inoltre, si assiste a un fenomeno di consolidamento: mentre le sedi d'impresa diminuiscono, le unità locali (ad esempio filiali e magazzini) sono cresciute del 3,6% in 15 anni. Ciò suggerisce che le imprese più strutturate si stanno espandendo sul territorio.

Occupazione e rete distributiva. Sul fronte lavorativo, il settore impiega oltre 32.000 addetti, con un calo del 14,3% rispetto al 2010. Le imprese restano prevalentemente di piccole dimensioni (microimprese), con una media di circa 2,5 addetti per sede. La rete distributiva fisica è dominata dai "negozi di vicinato" (69% degli esercizi), che però occupano meno della metà della superficie di vendita totale, lasciando gioco forza quote significative alle medie e grandi strutture. Parallelamente, le imprese che operano esclusivamente online ("fuori dai negozi") sono quadruplicate dal 2010, pur rappresentando ancora una nicchia in termini assoluti.

Salute finanziaria e peso economico. L'analisi dei bilanci aggregati conferma la tesi di un settore che, seppur ridotto nei numeri, è finanziariamente più sano. Gli indici di redditività operativa (ROI) sono in crescita e l'autonomia finanziaria è migliorata, indicando una minore dipendenza dal capitale di debito. Infine, il commercio e i servizi si confermano il motore dell'economia locale, generando insieme l'80% del Valore Aggiunto totale delle due province, con un valore stimato di 12,6 miliardi di euro nel 2024.

La presentazione del rapporto è disponibile a questo link.